CULTURA

CASTELLO DI COMPIANO

Incastonato su uno sperone roccioso, circondato da boschi e ruscelli, il Castello di Compiano, domina la Valle del Taro, sull\Appennino Parmense, nel punto in cui l\'Emilia incontra la Liguria e la Toscana.
L'antico maniero, risalente attorno all'anno Mille, sorge nel cuore dell'incantevole borgo medievale di Compiano, classificato come uno dei "borghi più belli d'Italia".
Qui il tempo sembra essersi fermato in un passato lontano, in cui principi e cavalieri furono protagonisti di sanguinose battaglie e lotte di potere.

MUSEO DELL'EMIGRANTE TARSOGNO

Inaugurato alla fine di luglio 2004. L'allestimento e la progettazione sono stati curati dall'Architetto Mario Ghiretti. Il Museo, che ha sede nel Centro Giovanile, è stato dedicato alla Professoressa Anna Maria Figoni, docente della Scuola Media di Tarsogno, recentemente scomparsa, che da sempre aveva promosso e sostenuto iniziative volte a valorizzare la memoria storica. L'ampia sala espone circa 300 fotografie di emigranti, oggetti vari tra cui una fisarmonica, alcune valigie di cartone, bauli con il corredo più bello, una cassetta porta oggetti (cassetta dei Mersà) di uno dei primi emigranti contenente un pò di tutto: chincaglierie, bottoni, lucido da scarpe, bottigliette di brillantina; poi abiti, cravatte e calze di seta. Suscita curiosità uno specchio, che diventa la copertina di un album di foto d'epoca proveniente dalla Francia.

SEMINARIO DI BEDONIA E MUSEI

Il Seminario Vescovile di Bedonia spicca nella sua imponenza architettonica, esaltata dall'esiguità del paesino, a fianco del Santuario della Madonna della Consolazione, meglio conosciuta come Madonna di San Marco, ove dal 1685 si venerava la Madre di Cristo in una piccola cappella ancora esistente. L'idea di fondare un'istituzione culturale per i giovani della vallata si deve a don Giovanni Agazzi e all'allora arciprete del paese, don Stefano Raffi..
Oggi il seminario si estende su quasi 6000 mq. coperti. Tutta la popolazione della vallata partecipò per cinque anni alla costruzione del seminario stabilendo un legame che si è conservato intatto sino ad oggi.

PALAZZO BOVERI BORGOTARO

Via Nazionale, 21; d'impianto secentesco, è stato successivamente decorato con gli stemmi dei Boveri, dei Manara e dei Picenardi fra volte e arabeschi. Tali interventi furono eseguiti nel 1714, in occasione del passaggio di Elisabetta Famese, che si recava in Spagna per sposarsi. Nell'interno, al pianterreno, sono raffigurate le stagioni in quattro ovali. Degno di nota anche un camino del XVI secolo, sormontato da uno stemma.

MUSEO DELLE MURA BORGOTARO

La struttura del Museo delle Mura è in grado di ospitare eventi e mostre di ogni genere. Le caratteristiche sale, con i muri in sasso, permettono la creazione di ambientazioni ad hoc di alto impatto emozionale. Di proprietà dei Marchesi Manara fu utilizzato come asilo e dopo il 1994 a seguito dell'ultima ristrutturazione è stato adibito dal Comune a luogo di incontro culturale.

DIPINTO DEL LANFRANCO PORCIGATONE

E' stato presentato nel corso di una conferenza stampa venerdì, 26 luglio, alle 11.30 nella sala riunioni "P.Savani" della Provincia il progetto "Porcigatone, chiesa di San Pietro - ricollocazione del dipinto di Lanfranco". Un intervento di messa in sicurezza e risanamento dell'abside della chiesa, che sarà finanziato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio e costituir&agarve; la cornice per la ricollocazione della Crocefissione con i Santi Pietro, Paolo, Maddalena e Maria di Giovanni Lanfranco, recentemente presentato al grande pubblico a Colorno, Napoli e Roma, nell'ambito della mostra dedicata al pittore parmense.

MUSEO GLI ORSANTI

Questa mostra museo tratta la storia degli Orsanti e, più in generale, delle genti dell' appennino settentrionale che, costrette a divenire girovaghe, nell'arco di alcuni secoli emigrarono in paesi lontani alla ricerca di una vita migliore. In maggioranza i commedianti provenivano dalla valle del Ceno e dalla valle del Taro, ossia dall'appennino parmense. Le loro specialità erano le esibizioni nelle strade e fiere, suonando e mettendo in mostra scimmie, cani, uccelli, orsi e cammelli più o meno addestrati.
Venivano chiamati "Orsanti".