Gastronomia

Gastronomia

In Alta Valtaro e Valceno la tradizione gastronomica spazia dal pregiato Fungo Porcino di Borgotaro IGP, simbolo di un ampio territorio, al tartufo della Valceno, la castagna, il Parmigiano reggiano di Montagna, le gustose torte salate tradizionali, fino ai dolci tipici come gli Amor e tanto altro. Scopri le materie prime ed i prelibati piatti tradizionali del nostro territorio!

I FUNGHI

Il fungo porcino che cresce in Alta Valtaro è un prodotto naturale di qualità superiore. Insignito di IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal 1993 e tutelato dall’omonimo Consorzio, cresce nei boschi cedui della Val Taro. Il suo nome botanico, a tutti noto, BOLETUS EDULIS, capostipite del Gruppo degli Edules (Genere BOLETUS sez. BOLETUS) . I porcini raccolti nella stagione più propizia , fine estate ed autunno, essiccati o utilizzati freschi, entrano a far parte di tutti i menù tradizionali di montagna. Nonostante i valligiani siano molto gelosi del loro Porcino, il profumo del fungo borgotarese ha valicato i confini: oggi uno dei prodotti tipici di Parma più famosi ed apprezzati.
Dall’antipasto al secondo, cuochi famosi si sono cimentati nell’interpretare il Porcino a tutto pasto, con squisite varianti dei temi cari alla tradizione di montagna. Sott’olio, in padella, alla piastra, crudo in fette sottilissime, a tu per tu con scaglie di Parmigiano-Reggiano e poi nel sugo delle tagliatelle, con i tortelli e con i gnocchi di patate.

I DOLCI

La pasticceria in alta Val Taro è una grande passione. La fragranza e qualità dei prodotti sono fondamentali perchè solo cosi mantengono quel raro equilibrio tra intensità e delicatezza tipico della nostra gastronomia.
Gli Amor e la Spongata sono degli squisiti esempi di questo connubio.soavi e contemporaneamente ricchi di gusto nascono da antiche ricette locali.

IL PARMIGIANO REGGIANO

In alta Val Taro il Parmigiano subisce un’ulteriore qualificazione legata al territorio – la montagna – e all’agricoltura biologica.
Quindi accanto al Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi si trova il Parmigiano Reggiano di montagna (con 24 o 36 mesi di stagionatura) da agricoltura biologica.

LE TORTE SALATE

Un’ampia varietà di torte salate contraddistingue la cucina dell’alta Val Taro: di erbe, di patate, di zucchine, zucca, riso, cipolle ecc. Questi gli ingredienti principali che singolarmente o mescolati possono essere utilizzati per aprire un pranzo una cena oppure semplicemente come piatto unico, come da tradizione.
Le torte a base di pasta sfoglia guarnita da sempre caratterizzano la nostra cucina. Sono ottime mangiate sia calde sia fredde ed ogni stagione è quella giusta per assaggiarle.
Nate dalla semplicità contadina sono il simbolo della cucina locale. Una delle ricette più conosciute è la torta d’erbe: un impasto di farina olio, sale e acqua a cui si aggiunge una farcitura a base di bietole lessate, parmigiano reggiano, olio e uova. Altamente naturale e dietetica la torta d’erbe trova varianti nella cucina ligure e reggiana.

Il Tartufo Nero della Val Ceno

Tutto il territorio, soprattutto quello della Val Ceno, è adatto alla crescita del Tartufo o Trifola, usualmente nero, ma se ne rinvengono pure altre varietà. Il tartufo locale non spunta i prezzi dacapogiro dei più nominati, come quello Bianco d’Alba o d’Acqualagna, o il Nero di Norcia.

 

Più rinomato di quello della vallata del Taro e del Ceno è il tartufo nero di Fragno, paesino sui monti del Comune di Calestano, sebbene il suo tartufo sia, a detta dei più, meno profumato di quello valtarese, anche se di pari sapore.



LA CASTAGNA

L’Alta Val Taro e la Val Ceno, si tingono d’oro e di rosso in autunno, offrendo un’esperienza autentica e ricca di sapori. Tra i tesori più preziosi dei loro boschi secolari, la castagna è la vera regina della stagione. Tradizionalmente considerata il “pane dei poveri”, ha rappresentato per secoli una risorsa fondamentale per l’alimentazione locale, diventando nel tempo un simbolo di cultura e tradizione. Oggi la castagna è protagonista di numerose sagre e feste popolari che animano i borghi, offrendo l’opportunità di assaporare caldarroste fumanti e tante specialità gatronomiche uniche. Oltre alle degustazioni, i castagneti della zona si prestano a rilassanti escursioni e trekking, permettendo ai visitatori di immergersi completamente nella natura e riscoprire un patrimonio che resiste all’omologazione, dove ogni sapore ha una storia da raccontare.

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