Borgo Val di Taro

Borgo Val di Taro Situato nell’Alta Valle del Taro a m. 411 di altitudine, sulla riva sinistra del fiume, Borgo Val di Taro, comunemente detto Borgotaro, è il ce3ntro più importante dell’Appennino Parmense.
La sua particolare posizione geografica situa il suo territorio quasi a cavallo di tre regioni: Emilia, Toscana e Liguria, i cui confini corrono lungo i crinali che fanno corona alla valle. Fu così, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra regione padana, Lunigiana e genovesato.
Turris, originaria denominazione dell’attuale Borgo Val di Taro, sia pure in diversa posizione, fu una creazione militare Bizantina all’epoca della guerra gotica e come tale capoluogo di tutta la circoscrizione. Con l’avvento dei Longobardi la “curtis Turris cum appenditiis suis” costituí uno dei più cospicui e redditizi donativi dei re longobardi al Monastero immune di San Colombano in Bobbio.
In qual modo sia avvenuto il passaggio della denominazione da Turris a Borgo Torresana, e da questa a Borgo Val di Taro, non è ancora chiaramente documentato. Si sa per certo che nel diploma rilasciato da Ottone I in Milano il 30 luglio 972, si parla di una “ecclesia Sancti Georgi” che sorgeva là dove il Tarodine sfociava nel Taro.
Intorno a questa chiesa, e successivamente sull’altra sponda del Taro, sorse Borgo Torresana. In seguito, mutate vicende storico-politiche spinsero gli abitanti di Torresana ad insediarsi un poco più ad ovest e precisamente sul terrazzo fluviale in cui sorge oggi l’abitato. Nasce così il nome di Borgo Val di Taro. Qui, nel 1226, venne posta la prima pietra della chiesa di Sant’Antonino, che andrà a sostituire l’ormai troppo scomoda antica Pieve di san Giorgio. Il grande sviluppo urbanistico degli ultimi decenni non ha coinvolto l parte più antica del centro abitato che così conserva tuttora la sua struttura originaria, caratterizzata da un tracciato viario rigorosamente regolare, che alcuni studiosi attribuiscono ad un piano preordinato, collegato alla fondazione ex novo di una città, forse voluta dal Comune di Piacenza intorno al XII secolo. Nel sec. XIV iniziò la prima dominazione della famiglia Landi, alla quale subentrarono i Visconti. La successiva dominazione pontificia su Piacenza (1332-1335) comportò l’automatica soggezione di Borgotaro alla Santa Sede. Inizia però l’epoca delle grandi signorie e i Visconti riprendono possesso del Borgo che, salvo qualche breve parentesi, farà parte per molti anni del Ducato di Milano. Nel 1414 il Papa, approfittando della passeggera crisi che colpisce il Ducato di Milano a causa della morte di Gian Galeazzo, e rivendicando gli antichi diritti della diocesi piacentina, fa occupare Borgotaro. Lo eleva, quindi, a dignità di marchesato, per donarlo poi al cardinale Luca Fieschi. Nel 1551 Agostino Landi, con due diplomi di carlo V, otteneva l’investitura di Borgotaro, la cui giurisdizione veniva subito dopo elevata a dignità di “Principato”. Si formava così un vero stato (Principato di Valditaro o Stato Landi), con quelle che Rameri chiamava le tre “gemme”: Bardi, Borgotaro e Compiano.. Nel 1578 i Borghigiani, stanchi delle angherie e dell’esosità dei nuovi principi, si ribellarono e li cacciarono definitivamente. Si diedero così nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, che nominarono loro principe.
Nel 1731 moriva Antonio Farnese senza lasciare eredi cosicchè il ducato passava a Carlo I Borbone, figlio di Elisabetta Farnese.
Nel 1806 Borgotaro venne incorporato nell’Impero Francese e assegnato al Dipartimento degli Appennini, nell’ambito della ventottesima divisione militare, con Prefettura a Chiavari. All’epoca Borgotaro fu sede di Sottoprefettura. In seguito alla caduta di Napoleone, le potenze vincitrici decisero di
assegnare il Ducato di Parma e Piacenza a Maria Luigia d’Austria fino alla sua morte che avverrà nel 1847. Successivamente ritornarono i Borbone, la cui dominazione cessò nel giugno 1859, allorchè a Parma si costituì un governo provvisorio per preparare l’annessione al regno del Piemonte e quindi all’Italia. Durante l’ultimo conflitto mondiale, Borgotaro subì oltre quaranta incursioni aeree e il suo territorio fu teatro di numerosi ed importanti episodi legati alla guerra di Resistenza. Nel 1985 il gonfalone del Comune veniva decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

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