Chiesa di San Domenico

La chiesa fu officiata dai Padri Domenicani che vi avevano anche l’annesso convento, fino al 1805, anno in cui Napoleone procedette alla sua soppressione.
Ultimata nel 1449, è la chiesa più antica del centro e venne edificata grazie al contributo della famiglia Costerbosa.
L’edificio presenta una larga facciata caratterizzata da quattro lesene sulle quali si appoggia la cornice del timpano, e dal bel portale in pietra d’arenaria locale, con due colonne che reggono un frontespizio spezzato nel fastigio. Uno stemma (1676) in pietra, mostra nella parte superiore i tradizionali attributi di San Domenico (cane con torcia, giglio, penna, stella), nell’inferiore lo stemma della famiglia Boveri.
Fu restaurata nel 1674 e poi ancora prima della seconda guerra mondiale, e molte famiglie gentilizie di Borgotaro avevano qui i sepolcri di famiglia. La chiesa ha tre navate in pietra e archi gotici.
In questa chiesa officiò nel settembre 1714 il cardinale Acquaviva, ambasciatore di Spagna alla corte di Roma, durante la sosta di Elisabetta Farnese.
Entrando nella chiesa, subito a destra, la tela che rappresenta il passaggio del Mar Rosso, della scuola di Giuseppe Maria Crespi.
Nella parete di fronte, la “Strage degli innocenti”, anch’esso della stessa scuola, datato XVII secolo. Davanti all’altare di San Domenico, in legno dorato con ricche decorazioni del tardo seicento, si trova la pietra tombale della famiglia Celi, che riporta la scritta in latino: “A dio ottimo Massimo, sapendo che non vi è alcun rimedio contro l’umana caducità il fisico Lorenzo Celi del fu Beniamino pose un monumento per sè e per i suoi “. Nel cielo cella cappella, San Domenico in Gloria, affresco di Marco Vizzani nel 1715. Nel presbiterio, otto ovali di santi domenicali, fra cui San Pietro, San Tommaso, D’Aquino e San Domenico. A sinistra la cappella della Madonna, con statua in legno dipinto, del 1723. A fianco alla porta laterale, una bella acquasantiera rinascimentale in marmo bianco con iscrizione, e altre due acquasantiere si trovano ai lati della porta principale.
Accorpato alla chiesa si trovava il convento dei domenicani, ora scomparso, così come l’antica farmacia dei monaci, che gestirono fino ai primi dell’ottocento, che si trovava nella vicina via Nazionale.

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