Ci troviamo ora nell’angolo verde dei giardini Duca D’aosta.
Qui si trova, dopo lo spostamento dalla piazza del Castello, il monumento dedicato a Elisabetta Farnese, Regina di Spagna, dalla quale scenderanno i Borbone di Parma e di Spagna.
A lato della lapide, in cui si spiega i motivi del monumento, vi erano due stemmi: ora rimane solo quello della Comunità Borgotarese.
Il luogo è perfetto per raccontarvi la storia di questa Regina che per due giorni rimase a Borgotaro.
Il monumento infatti venne eretto nel 1721 a ricordo della sua permanenza a Borgo Val di Taro mentre si recava in Spagna per raggiungere il marito Filippo V, da poco sposato a Parma per procura.
Unico al mondo, è opera dello scultore Giuliano Mozzani che ne ha curato l’ovale in marmo in cui viene rappresentato, al naturale, il busto della regina.
Legato a questa storia è il palazzo Boveri, che si trova poco distante , sulla via Nazionale, inconfondibile per i suoi decori fastosi, che ne fanno il palazzo più affascinante di tutto il centro storico.
Palazzo Boveri, infatti, fu abbellito sontuosamente con stucchi e cartigli per ospitare la neo-regina Elisabetta Farnese, che vi pernottò il 23 e 24 settembre 1714, prima di proseguire il suo viaggio verso la Spagna. Il matrimonio con Filippo V re di Spagna fu celebrato per procura il 16 settembre 1714 nel Duomo di Parma. Francesco Farnese, Duca di Parma, zio e patrigno della sposa, per aver sposato la vedova del fratello, fungeva da Procuratore, in assenza del Re. Elisabetta aveva allora 22 anni, mentre il marito Filippo V ne contava 31 e nel febbraio di quell’anno era rimasto vedovo, con 2 figli.
Il matrimonio tra i due era stato “combinato” dal Cardinale Giulio Alberoni, allora semplice prelato.
Terminati gli sponsali, Elisabetta si tratteneva per qualche giorno a Parma e il 22 settembre, dopo che era giunta notizia dell’arrivo nella rada di Sestri Levante delle galee e dei vascelli spagnoli, con il suo seguito si metteva in viaggio per il porto ligure da dove avrebbe poi affrontato il viaggio, via mare, per raggiungere la Spagna e il marito.
Il lungo corteo, preceduto dal bagaglio della regina portato da 60 muli, fece tappa a Carona, nei pressi di Fornovo. Il mattino seguente (23 settembre), il corteo riprendeva il cammino per raggiungere Borgotaro.
Nonostante il Duca avesse fatto da tempo appianare le strade, con l’apertura anche, a forza di scalpello, di un sentiero sul fianco della Rocca Murata, il viaggio fu talmente disagevole che il corteo giunse a Borgotaro in piena notte, tanto che la Regina decideva di trascorrervi anche l’intera giornata del 24.
A Borgotaro veniva ospitata nel palazzo Boveri, la cui facciata veniva abbellita con ornamenti a stucchi in cocciopesto rappresentanti stemmi gentilizi e prodotti del territorio. All’interno di questo Palazzo avvenne, da parte del Duca, la giuridica consegna di Elisabetta al Cardinale Acquaviva, della quale consegna stese il rogito il Marchese Santi.
A ricordo di questo passaggio la comunità borgotarese farà erigere in onore della Regina un monumento che resta ancor oggi l’unico in Europa.