In Alta Val Taro e in Val Ceno l’ospitalità sta assumendo un significato nuovo, lontano dalle logiche del turismo standardizzato. Non si tratta di un’offerta costruita a tavolino, ma dell’esito di un processo più profondo che intreccia imprenditoria femminile, ripopolamento montano e rigenerazione territoriale.
Negli ultimi anni, professioniste provenienti da ambiti diversi – dall’architettura alla grafica, dalla comunicazione al mondo creativo – hanno scelto di lasciare i grandi centri urbani per investire nell’Appennino Parmense. Antichi mulini, oasi naturalistiche e terreni un tempo marginali sono stati recuperati e trasformati in strutture ricettive, aziende agricole e progetti di accoglienza sostenibile.
Il risultato è un modello di sviluppo che coniuga qualità dell’ospitalità, valorizzazione del paesaggio e presidio sociale del territorio. In queste valli l’accoglienza nasce dalla quotidianità, dalla cura dei luoghi e dalla volontà di costruire comunità. Per il visitatore significa entrare in contatto con esperienze autentiche, radicate nella cultura locale e in un’idea di montagna vissuta tutto l’anno.
Un itinerario nell’Appennino Parmense che racconta non solo destinazioni turistiche, ma scelte di vita capaci di generare nuove economie e nuove prospettive per il futuro delle aree interne.
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L’articolo pubblicato nella Newsletter di Pax (Artribune) rappresenta uno dei risultati ottenuti grazie all’attività svolta nell’ambito dell’incarico affidato a Ella Studio e riguarda la promozione e la valorizzazione del territorio dell’Alta Val Taro, con l’obiettivo di migliorarne l’attrattività e favorirne lo sviluppo.
L’incarico è stato promosso dall’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno all’interno della Cabina di Regia Alta Val Taro, grazie al progetto STAMI, realizzato con il contributo dei Fondi europei della Regione Emilia-Romagna, che lo ha approvato con DGR n. 2070/2024. L’intervento è finalizzato alla promozione turistica e alla costruzione di una strategia coordinata per le Valli parmensi.